Beautiful Hair: Hair

21 gennaio 2010

Hair

Sono un tipo coi capelli lunghi

Sono irsuto mezzogiorno e sera,

capelli che sono uno spavento.

Sono irsuto in alto e in basso

Non chiedermi perché – non lo so,

non è per mancanza di pane

come i Grateful Dead.

Tesoro

Dammi una testa con capelli,

lunghi meravigliosi capelli,

scintillanti, abbaglianti, ondeggianti

biondi crescenti come la luna.

Dammi capelli,

lunghi sono alle spalle o più lunghi,

lunghi come Dio può farli crescere.

Ondeggiarli,

falli vedere,

capelli capelli

capelli capelli capelli

capelli capelli capelli,

ondeggiarli,

falli vedere

lunghi come Dio può farli crescere,

i miei capelli.

Lasciali volare nella brezza

E lasciati catturare dagli alberi,

dai una casa alle mosche

nei miei capelli.

Una casa per le mosche,

un alveare per le api,

un nido per gli uccelli,

non ci sono parole

per la bellezza e lo splendore dei miei

capelli capelli

capelli capelli capelli

capelli capelli capelli.

Li voglio dritti,

coi riccioli, increspati, fastidiosi,

incolti infestati dai topi,

oleosi, unti, lanosi,

scintillanti, abbaglianti, ondeggianti,

biondi, crescenti come al luna,

annodati, a pois,

attorcigliati, intrecciati, imperlati,

impolverati, fioriti, pieni di coriandoli,

inanellati, arruffati, ornati di lustrini,

a forma di spaghetti.

Dimmi che puoi vedere i miei occhi,

se puoi,

i miei capelli sono troppo corti.

Giù sino qua,

giù sino là giù,

sino a dove non si fermano da soli,

mi devono vedere vestito

con la mia toga fatta di biondi,

imbrillantinati,

biblici capelli,

come li portava Gesù

alleluia li adoro…

 

 

Nel caso non l’aveste capito, queste sono le parole della canzone “Hair”, dall’omonimo musical, che imperversò nel mondo dal ’68. una canzone che la dice lunga, più di qualsiasi saggio, sul ruolo avuto dai capelli negli anni ’60. Altro che moda, fattori estetici, futilità… c’era qualcosa di molto più profondo, le attenzioni di cui venivano circondati erano strabilianti, anche se non venivano affidati alle cure di un couffeur, né lavati o pettinati molto spesso. Nessuna altra parte del corpo può vantare un decennio a lei dedicato.

 

Matteo Guarnaccia

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